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Navelli
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mwiaNavelli è un mwiqcomune italiano di mwig583 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwjwprovincia dell'Aquila, in mwkaAbruzzo. Situato all'estremità delle propaggini sud-orientali del massiccio del mwkqGran Sasso d'Italia, su di un colle, in posizione dominante sull'mwkgomonimo altopiano, fa parte del circuito dei mwkwborghi più belli d'Italiacite-ref-borghi-pi-belli-d-italia-5-0[5]. Di origine mwmamedievale, è storicamente un centro agricolo e pastorale, ed è conosciuto per la produzione dello mwmqzafferano dell'Aquila mwmgDOP.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Eventi
Strade
Note

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Geografia fisica

Territorio

Navelli è situato nella parte orientale della mwpaprovincia dell'Aquila, in posizione baricentrica tra la mwpqconca aquilana a nord-ovest, la mwpgvalle dell'Aterno a sud-ovest, la mwpwconca peligna a sud-est e la mwqavalle del Tirino a nord-est.

L'abitato si colloca sul versante meridionale di un colle, a circa 760 metri mwqgs.l.m., stretto tra le propaggini sud-orientali del mwqwGran Sasso d'Italia e la dorsale centrale dell'mwraappennino abruzzese (mwrqVelino-Sirente); è in posizione dominante sull'mwrgaltopiano di Navelli che si sviluppa lungo la direttrice NO-SE, con una larghezza di circa 3mwrw km ed una lunghezza di 25mwsa km. L'unica frazione di Navelli è mwsqCivitaretenga, posta 3mwsg km a nord del paese.

Clima

Navelli è caratterizzato da un mwtqclima temperato fresco con inverni secchi ed estati calde; le mwtgprecipitazioni, mediamente scarse, nella stagione invernale, possono essere di carattere mwtwnevoso.cite-ref-arssa-precipitazioni-6-0[6]

A causa del salto di quota con le valli orientali, l'mwvqaltopiano di Navelli costituisce un limite climatico tra la zona sub-collinare e quella interna montana. Gli squilibri barometrici possono dar luogo a mwvgventi catabatici di forza considerevole. La temperatura media annuale è di circa mwvw11 °C.cite-ref-weatherspark-7-0[7]

| Capitignano | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitignano | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 6 | 8 | 12 | 15 | 20 | 24 | 27 | 27 | 24 | 19 | 13 | 8 | 7,3 | 15,7 | 26 | 18,7 | 16,9 |
| T. min. media ( °C ) | −1 | −1 | 1 | 3 | 7 | 11 | 14 | 14 | 10 | 6 | 2 | 0 | −0,7 | 3,7 | 13 | 6 | 5,5 |

Origini del nome

Secondo una leggenda popolare, riportata anche dallo storico aquilano mwxwAnton Ludovico Antinori, il toponimo originario, «mwyaNovellum» o «Novelli»,cite-ref-clementi-78-8-0[8] deriverebbe dalle nove ville che ne costituivano il territorio; la trasformazione del nome in «mwzqNavelli Navellorum»,cite-ref-provincia-315-9-0[9] con la mutazione della vocale, e l'adozione della mwagnave nello stemma sarebbero avvenute poi nel mwawmedioevo, in omaggio alla partecipazione degli abitanti alle mwbacrociate in mwbqTerra santa.cite-ref-valle-del-tirino-10-0[10]cite-ref-gasbarri-11-0[11]

Altre fonti ritengono, invece, che il nome del paese derivi dal termine d'origine mwdwlongobarda «mweanava» («conca» o «affossamento»), in riferimento alla conformazione dell'mweqaltopiano di Navelli.cite-ref-borghi-pi-belli-d-italia-5-1[5]cite-ref-gasbarri-11-1[11]

Storia

Età antica

Le prime testimonianze nel territorio si fanno risalire ai mwigVestini che si stanziarono nell'mwiwaltopiano sin dal mwjaVI secolo a.C.cite-ref-borghi-pi-belli-d-italia-5-2[5] A questo periodo si fa risalire la nascita di mwkqIncerulæ, sul luogo dell'attuale mwkgchiesa di Santa Maria in Cerulis, e mwkwBenateru, sul luogo della scomparsa chiesa di Santa Maria de Benateru, nei pressi di mwlaSan Benedetto in Perillis;cite-ref-necropoli-del-piano-12-0[12] i due mwmqmwmgvici erano posti rispettivamente ai margini nord e sud della vallata, sulla mwmwvia Claudia Nova che congiungeva mwnaPeltuinum con mwnqAufinum.cite-ref-necropoli-del-piano-12-1[12]

A testimonianza della presenza di mwowIncerulæ rimane oggi una vasta necropoli e un'iscrizione in dialetto vestino — conservata nel mwpaMuseo archeologico nazionale di Napoli e databile al mwpqIII secolo a.C. — che cita un tempio italico dedicato a Hercules Iovius proprio in corrispondenza dell'odierna Santa Maria in Cerulis.cite-ref-necropoli-del-piano-12-2[12]

Medioevo

A partire dal mwsaVI secolo, il territorio cadde nelle mani dei mwsqlongobardi che lo ricompresero nel mwsgDucato di Spoleto. La prima menzione dell'abitato, denominato «Cerule» in assonanza alla precedente città, si evidenzia nel mwswmwtaChronicon Vulturnense ed è databile al mwtq787. Navelli sorse in epoca mwtgaltomedievale (mwtwVIII-mwuaX secolo) dall'unione di più villaggi, nove secondo la tradizione e ciascuno dei quali associato ad una chiesa: Villa del Piano (chiesa di San Savino), Piaggia grande (chiesa di San Pelino, oggi di San Sebastiano), Piaggia piccola (chiesa di San Girolamo), Cerule (mwuqchiesa di Santa Maria in Cerulis), Sant'Angelo (chiesa di Sant'Angelo), Turri (chiesa di Sant'Eugenio), Villa dei Pagani (chiesa di San Giovanni), Villa del Colle (chiesa di San Salvatore), Villa di Santa Lucia (chiesa di Santa Lucia).cite-ref-provincia-315-9-1[9] A tale evento si fa risalire l'antico nome del paese, mwvgNovellum,cite-ref-clementi-78-8-1[8] che secondo la leggenda fu trasformato poi nell'attuale in omaggio alle mwwwcrociate.cite-ref-provincia-315-9-2[9]

La prima fonte che testimonia l'esistenza del nuovo castello è una bolla della mwyqdiocesi valvense del mwyg1092, in cui Ugo del fu Giliberto cita Navelli tra le pertinenze del monastero di mwywSan Benedetto in Perillis.cite-ref-13[13] Si trattava con ogni probabilità di un borgo fortificato, edificato intorno ad una torre che nei secoli seguenti fu trasformata nel campanile della chiesa di San Sebastiano. Il primo nucleo edilizio è considerato quello della «Piaggia grande», di origine medievale, ampliatosi poi in mw0aepoca rinascimentale verso la «Piaggia piccola».

La vocazione pastorale del paese, storicamente luogo di mw0gtransumanza, è ben testimoniata dalla posizione strategica lungo il mw0wRegio tratturo, in corrispondenza della mw1adiramazione di Centurelle.

Nel mw2g1269, dietro il pagamento di 11 once,cite-ref-clementi-78-8-2[8] partecipò alla mw3wfondazione dell'Aquila venendo ricompreso nel mw4aquarto di Santa Maria e ricevendo un locale che rimase, tuttavia, inizialmente inedificato.cite-ref-clementi-28-14-0[14] In questo periodo, la famiglia Santucci, cominciò nella piana la produzione dello mw5qzafferano che divenne in poco tempo una delle principali economie della mw5gprovincia dell'Aquila.cite-ref-zafferano-dop-15-0[15] Per tutto il mw6wXIV secolo, Navelli guadagnò prestigio ed importanza, beneficiando della sua posizione lungo la mw7aVia degli Abruzzi che garantiva i commerci tra mw7qFirenze e mw7gNapoli.cite-ref-clementi-54-16-0[16]

Al mw9a1409 il castello venne censito con 99 fuochi, pari a circa 500 abitanti,cite-ref-clementi-79-17-0[17] e nel mw-q1423 fu trascinato nella mw-gguerra dell'Aquila subendo l'assedio delle truppe di mw-wBraccio da Montone che tentavano di conquistare la città abruzzese; Navelli fu costretta alla resa senza mai essere espugnata ed ottenendo così di inserire nello stemma il motto «mw-aNavellorum Merito Coronata Fidelitas» per concessione diretta della regina mw-qGiovanna II di Napoli. Al termine della guerra, nel mw-g1424, fu ricompreso nell'mw-warcidiocesi dell'Aquila su iniziativa di mwaqapapa Martino V.

Il castello subì gravi danni dal mwaqiterremoto del 1456, con epicentro nel mwaqmSannio, e mwaqqquello del 1461, con epicentro all'mwaquAquila. Navelli venne ricostruito nei decenni successivi e, nel mwaqy1498, fu realizzata la cinta muraria con cinque porte urbiche.

Età moderna

Nel mwaq4VI secolo, con l'esplosione del commercio dello mwaq8zafferano dell'Aquila che iniziò ad essere largamente usato nella cucina mwararinascimentale, il paese si ampliò verso la piana, arrivando a contare 183 fuochi. Nel mware1529 gli spagnoli smembrarono il mwariComitatus aquilano, iniziando così la mwarmfeudalizzazione del territorio. Navelli fu concessa ai mwarqCaracciolo di mwaruNapoli che edificarono il mwaryPalazzo Baronale sulle rovine dell'antico castello, al centro dell'abitato.cite-ref-provincia-315-9-3[9] Il paese passò poi in seguito ai Gregori di Collepietro e ai mwarsConti dei Marsi.

Nel mwar01656 Navelli subì una gravissima epidemia di mwar4peste che uccise 800 persone su un totale di circa mille abitanti, come testimoniato da un'epigrafe — «mwar8a.d. MDCLVI mwasaOttingenta iacent defuncta hic corpora peste» — apposta sulla facciata della chiesa del Suffragio, eretta proprio in seguito all'evento. Pochi anni più tardi, nel mwase1703, patì nuovi danni dal mwasiterremoto dell'Aquila.

Età contemporanea

Con l'mwasuunità d'Italia, il comune fu ricompreso nella mwasyprovincia dell'Aquila ed arrivò ad includere anche il vicino centro di mwascCivitaretenga.

Nei primi anni della mwaskseconda guerra mondiale, tra il 1940 e 1943, Navelli fu uno dei comuni dell'Abruzzo ad essere designato dalle autorità fasciste come luogo di internamento civile per 9 mwasoprofughi ebrei cite-ref-18[18] Dopo l'8 settembre 1943, con l'arrivo delle truppe tedesche, gli internati ebrei si dettero alla fuga. Riuscirono tutti a sfuggire alla cattura e alle deportazioni.

Nel dopoguerra, con l'abbandono della pastorizia e della mwatatransumanza, in mancanza di una parallela industrializzazione dell'altopiano, si verificò un progressivo e costante spopolamento della vallata che ha portato, in breve tempo, alla decimazione dei residenti.

Simboli

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:cite-ref-stemma-19-0[19]

«Una nave flottante sul mare, sostenente cinque banderuole, caricate di una croce in campo d'oro, il tutto cimato da una corona ducale e accompagnato dal motto “Navellorum Merito Coronata Fideltas”.»

Monumenti e luoghi d'interesse

Il paese di Navelli figura tra mwat4I borghi più belli d'Italia. Il centro antico si aggrappa alla collina dove si erge in cima il palazzo baronale Santucci, ricavato dal castello; il paese si estende verso la piana a ventaglio, le strade si snodano da via Risorgimento, tra la chiesa di San Sebastiano e il palazzo, a via Roma, via sotto Chiesa, via Porta del Forno, via San Pasquale, via Piagge Piccole, piazza Mura Rotte, via Porta Villotta., fino alla piazza municipale, in basso. La porzione est del borgo, attorno l'ex chiesa di San Giuseppe, è in rovina per abbandono, e dopo il terremoto del 2009 si sono fatti progetti per il recupero del borgo, in parte andati in porto con il restauro delle chiese e di antiche case. Le case si caratterizzano per la muratura in pietra locale, attaccate le une alle altre, sfruttando l'orografia e le antiche mura medievali che sono state inglobate insieme alle porte, di cui rimangono i toponimi; caratteristici i supportici e gli angiporti.

Architetture religiose

• mwau4Chiesa Parrocchiale di mwau8San Sebastiano, realizzata nel mwava1631 in stile tardo-barocco con sfumature neoclassichecite-ref-20[20]. Era l'antica cappella del palazzo baronale o castello, trasformato ampiamente nel XVII secolo nell'attuale mwavupalazzo Santucci. La chiesa è frutto di un rifacimento del XVIII secolo, che ha alterato l'esterno, che non è caratterizzato da una facciata vera e propria, in quanto verso il paese, la chiesa mostra il fianco destro, con il portale di accesso, architravato con timpano tardo manierista, di origine romanica per l'archivolto a tutto sesto, ma con decorazioni vegetali e putti tipicamente manieristi, e mostra un campanile inglobato nel fianco, con un loggiato tardo rinascimentale di due grandi archi con le campane, e una piccola macchina a gabbia metallica per le campane fisse. L'interno della chiesa è a tre navate, neoclassico, con volta a botte lunettata, a spicchi di decorazioni in stucco dai motivi geometrici e floreali tardo barocchi; le colonne che dividono le navate hanno archi a tutto sesto. presso l'altare si trova un arco trionfale con una falsa cupola a calotta, decorata da fregi a motivi vegetali; presso la controfacciata vi è la cantoria, di cui non si ha l'organo. Interessante la cappella laterale dei Santucci, con il vecchio tabernacolo barocco in pietra lavorata finemente, a macchina templare, con tre nicchie per ospitare le tele. Danneggiata dal terremoto del 2009, la chiesa è stata riaperta nel 2017cite-ref-21[21].
• Chiesa della mwavsMadonna del Rosario, in stile barocco, vicino a piazza Municipio, fu edificata dopo il terremoto del 1703cite-ref-22[22]. Fu eretta sopra la chiesa di San Pelino di Valva nel XV secolo, ed era sede di una piccola comunità di domenicani. Nel 1652 mwawapapa Innocenzo X soppresse l'ordine. Il Reverendo don Francesco Antonio Francesconi, di antica e nobile famigliacite-ref-23[23], vicario della diocesi dell'Aquila e arciprete di Navelli, dopo il 1703 rifece fare daccapo la chiesa, facendo installare la Congrega del Santissimo Rosario; lavori partiti nel 1726, terminati alla fine del secolo. La chiesa mostra un esterno abbastanza semplice, terminato nell'800 con facciata piana, finestra centrale murata e portale architravato in pietra, con chiave di concio. L'interno a navata unica si caratterizza per un monumentale organo ligneo presso la cantoria della controfacciata, il complesso è in legno intagliato e dipinto, insieme ai portali di accesso, a fondo verdastro con fregi e tralci dorati; la macchina dell'organo è finemente decorata, e in cime alle canne si erge la statua della Beata Vergine del Rosario. Danneggiata dal terremoto dell'Aquila del 2009, è stata riaperta esattamente 10 anni dopo in occasione della festa della mwawuMadonna di Pompei.
• mwawcChiesa di Santa Maria in Cerulis, sita nell'area del cimitero fuori Navelli, risale all'XI secolo e sorge sulle rovine di un tempio italico dedicato ad Hercules Iovius;
• Chiesa cimiteriale del Suffragio, in stile rinascimentale barocco; la chiesa ha navata unica in stile tardo barocco, con altari inquadrati da cornici decorate da fregi, tralci e figure angeliche. Presso l'altare si trova una piccola cupola a calotta, poggiante su pennacchi dove sono raffigurati i simboli del Tetramorfo, dipinti neoclassici; l'altare maggiore ha la tela della Madonna del Rosario, un'altra bella tela laterale è Sant'Emidio che protegge Navelli. Una tela posta nella volta a botte, in una cornice a stucco, è quello di Dio Padre con Cristo Risorto e il simbolo dello Spirito Santo.
• mwawoOratorio di mwawsSan Nicola, sita in campagna, ha una struttura a tetto con una sola navata;
• Oratorio della confraternita del Gonfalone, in stile barocco, è di forma circolare e si trova vicino al palazzo Baronale subito sopra la chiesa di San Sebastiano;
• Cappella di San Pasquale, cappella gentilizia risalente al Seicento barocco, nel centro storico; questa cappella è molto piccola, accessibile da portale tardo manierista in pietra concia, che ricalca lo stile romanico aquilano, l'interno raccolto è semplice, con stucchi e pennacchi, e il quadro del santo che compie un miracolo; l'altare è decorato da putti, fregi e il simbolo dello Spirito Santo.
• Cappella di San Gennaro e Rosario, cappella gentilizia dell'attiguo palazzo Piccioli;
• Chiesa della mwaxaMadonna del Campo, a tetto in stile rinascimentale con una sola navata; si trova lungo la strada statale 17 per mwaxeCollepietro. La chiesetta conserva l'aspetto rinascimentale rurale nell'esterno, con il bel portico ad archi di accesso, tuttavia l'interno è neoclassico. Attualmente è chiusa e necessita di lavori di recupero.
• Chiesa di mwaxmSan Girolamo, nella parte bassa del paese sta nella strada omonima, a volta in stile rinascimentale con una sola navata; danneggiata dal terremoto del 2009, è stata riaperta nel 2011. La chiesa sorse come un piccolo lazzaretto per gli ammalati e come ricovero di pellegrini che passavano lungo il Tratturo Magno. Oggi si trova cinta da piccole mura che contengono lo spazio a giardino. L'esterno è frutto di varie ristrutturazioni, e non ha una facciata vera e propria, ma il lato mostra un doppio ordine di archi porticati, con il portale di accesso tardo romanico. L'interno della chiesa è raccolto, ma di particolare interesse per un ciclo di affreschi tardo rinascimentale, della scuola di mwaxqSaturnino Gatti e mwaxuFrancesco da Montereale, con le storie della vita di Cristo; in particolare è evidente il riquadro del compianto della Vergine sul Cristo Morto.
• Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a volta in stile rinascimentale con una sola navata; da non confondere con la chiesetta della Madonna delle Grazie in territorio di Civitaretenga. La chiesa si trova nella periferia orientale, verso Collepietro, e per aspetto assomiglia alla chiesetta di Santa Maria in Campo, sulla statale 17. La chiesa sorse nel XV secolo come cappella di ristoro per i pellegrini in viaggio sul tratturo, ha impianto rettangolare, un bel portico ad archi sulla facciata piana quadrata allo stile aquilano, decorata da rosone, e con un piccolo campanile a vela. L'interno è neoclassico, a navata unica.
• Chiesa della mwaxkMadonna di Loreto, a volta in stile rinascimentale con una sola navata.

Chiese di Civitaretenga

• Cappella di mwaykSan Rocco, a volta in stile rinascimentale con una sola navata. Si trova in piazza Garibaldi, in contrada Civitaretenga. Si tratta di una cappella molto semplice, in stile tardo rinascimentale, esternamente in pietra grezza, con degli archi; l'interno è voltato a botte, si trova sull'altare l'affresco di San Rocco e il cane, del XVI secolo.
• Cappellina dell'Addolorata: in via Umberto I, è un'edicola votiva con dipinto tardo ottocentesco del Compianto del Cristo Morto, la Madonna ha il cuore trafitto dalle sette spade.
• Chiesa di mwaywSant'Egidio: in via Sant'Antonio, era l'antica chiesa parrocchiale di Civitaretenga, prima che fosse costruita l'attuale parrocchia di San Salvatore. La chiesetta è del XII secolo, benché rifatta nel XIX secolo con modifiche della facciata, l'impianto classico aquilano quadrangolare, denuncia l'antichità del sito. Ha affreschi trecenteschi e due altari dedicati a Gesù Santissimo Salvatore e alla Madonna Addolorata. Gli affreschi furono commissionati dalla famiglia Cortelli, del quarto San Pietro dell'Aquila.
• Chiesa di mway4Sant'Antonio di Padova: in campagna, lungo la strada omonima presso il cimitero. Fu costruita nel XIV secolo come convento dei Minori Osservanticite-ref-24[24], ha facciata con portale a tutto sesto tardo romanico, risalente alla chiesa preesistente; ha navata unica, soffitto voltato a botte con affreschi rinascimentali della vita di Sant'Antonio. Ha 4 altari più l'altare maggiore, dedicati all'Annunziata, San Francesco, Madonna di Loreto, Madonna degli Angeli. Il convento dipendeva dall'ex monastero di San Francesco a Palazzo all'Aquila, attuale sede del Convitto.
• Chiesa madre di San Salvatore: in piazza Risorgimento, usata come cappella del barone del castello, era del XII secolo, ma l'attuale risale al 1704, dopo che il terremoto del 1703 distrusse la chiesa vecchia e il castello stesso, lasciando in piedi la torre e tracce di mura lungo la parte sud, rivolta dall'altura verso la piana navellese. La chiesa ha impianto a croce latina con navata unica, l'abside è appena accennata, il campanile è a torre, la facciata mostra di interessante solo il portale elaborato con lo stemma dell'arcivescovo dell'Aquila Monsignor Gualtieri, che ne volle la ricostruzione; per il resto ha un finestrone centrale e quattro paraste appena accennate. L'interno è in stile rococò con stucchi e dorature; presso il presbiterio si trova la cupola a calotta, ha sei altari dedicati alla Madonna, al Sacro Cuore, a Sant'Antonio; altri altari sono dedicati al Crocifisso, all'Addolorata e Sant'Emidio. Solo l'altare del Sacro Cuore aveva il giuspatronato della famiglia Parelli che lo fece erigere in epoca recente.
• Chiesa della Madonna dell'Arco: è in campagna verso la fonte vecchia, posta appena sotto il costone roccioso sopra cui sorge Civitaretenga, è annessa a un ex monastero, e ha la facciata rivolta verso il colle, l'abside invece verso la strada statale. Ha interno ornato da stucchi, gli altari sono incassati in macchine a tempio molto ben elaborate, l'altare maggiore ha un affresco della Madonna dell'Arco, secondo dicerie sarebbe stato devotamente dipinto da un pastore con il tipico zafferano che si coltiva in Navelli. Gli altri altari sono dedicati alla Natività di Cristo e all'Annunziata.
• Chiesa di Santa Maria delle Grazie: si trova verso San Pio delle Camere, appena superata Civitaretenga. Negli ultimi anni, quando è stato riscoperto il turismo nella pianura, la chiesa è divenuta una delle chiese simbolo dei tratturi abruzzesi, per la particolarità e la solennità dell'architettura, che sorge in aperta campagna. Risale al XII secolo, ha facciata tipicamente aquilana a coronamento orizzontale, quadrata, con un rosone ancora integro e portale rinascimentale. L'interno ha gli stemmi della famiglia Angeloni.

Architetture civili

• mwaz0Palazzo Baronale Santucci, palazzo fortificato costruito nel mwaz41632cite-ref-25[25];
• Palazzo Francesconi, palazzo seicentesco con annessa la cappella gentilizia di San Pasquale;
• Palazzo Piccioli, palazzo seicentesco in stile neoclassico con annessa cappella gentilizia di San Gennaro e del Santissimo Rosario;
• Palazzo de Roccis, palazzo dell'Ottocento situato la Chiesa della Madonna del Rosario;
• Palazzo Onofri, risalente al mwaac1498, è annesso ad una delle cinque porte di accesso al paese, Porta Villotta: si caratterizza per la torretta di controllo con le logge rinascimentali; abbandonato da anni, dopo il terremoto del 2009 è partito un progetto di recupero;

Architetture militari

• Porta San Pelino, detta anche Porta Nord, è la più caratteristica delle porte di Navelli, medievale, con arco gotico ogivale;
• Porta Villotta, detta anche Porta Est, attaccata al palazzo Onofri, è un arco gotico attaccato alle mura;
• Porta Macello, detta anche Porta Sud;
• Porta Santa Maria detta anche Porta Ovest;
• Torre civica di mwabqCivitaretenga con l'orologio, caduta col terremoto del 2009.

Siti archeologici

• Necropoli di Navelli, II-I secolo a.C., presso l'area cimiteriale di Santa Maria in Cerulis

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-26[26]

Cultura

Eventi

Palio degli Asini

Nato nel mwacc1980 come manifestazione di contorno alla mwacgSagra dei Ceci e dello Zafferanocite-ref-27[27], il mwac0Palio degli Asini è una parodia del famoso mwac4Palio di Siena. Preceduto da una sfilata di carri che parte da Piazza Piccioli con personaggi in costume tradizionale e sbandieratori, la gara si svolge lungo via Pereto con fantini assegnati agli asini di ciascuna contrada all'ultimo momento tramite sorteggio. Costumi e scenografie sono sviluppati in collaborazione con il mwac8Teatro Stabile d'Abruzzo.

Vivi il Tratturo

Evento organizzato dalla Fondazione Silvio Salvatore Sarra la seconda domenica di settembre, in occasione dei festeggiamenti della Madonna dell'Arco.

Economia

La produzione più caratteristica di Navelli è quella dello mwadgZafferano dell'Aquila. Lo zafferano venne introdotto in Italia dalla Spagna da parte di un monaco domenicano appartenente alla famiglia Santucci di Navelli che, facente parte del tribunale dell'mwadkinquisizione istituito nel Sinodo di mwadoToledo nel mwads1230, intuì la possibilità di coltivarlo nella Piana di Navellicite-ref-28[28].

Ben presto la coltura dello zafferano si estese a tutta la zona di mwaeeL'Aquila, appena fondata, iniziando un fiorente commercio con mwaeiMilano e mwaemVenezia in Italia, e mwaeqFrancoforte, mwaeuMarsiglia, mwaeyVienna, mwaecNorimberga ed mwaegAugusta all'estero. Nel mwaek1317 il Re mwaeoRoberto d'Angiò abolì le tasse sullo zafferano al fine di favorirne il commercio. Per le zone interne il commercio dello zafferano ha rappresentato una delle fonti tradizionali di reddito, al pari della commercializzazione dei prodotti dell'allevamento ovino.

Risale al XX secolo la costituzione della prima cooperativa di coltivatori di zafferano su iniziativa di Silvio Sarra di mwaewCivitaretenga. Il 4 febbraio mwae02005 lo "Zafferano dell'Aquila" è stato iscritto nel Registro delle Denominazioni d'Origine Protettacite-ref-29[29] ed il 13 maggio mwafi2005 viene fondato il "Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell'Aquila". I produttori che possono utilizzare il marchio "Zafferano DOP dell'Aquila" sono iscritti in appositi elenchi gestiti dall'organismo di controllo e l'area di produzione DOP comprende i comuni di Navelli, mwafmBarisciano, mwafqCaporciano, mwafuFagnano Alto, mwafyFontecchio, mwafcL'Aquila, mwafgMolina Aterno, mwafkPoggio Picenze, mwafoPrata d'Ansidonia, mwafsSan Demetrio ne' Vestini, mwafwSan Pio delle Camere, mwaf0Tione degli Abruzzi e mwaf4Villa Sant'Angelo.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Navelli è posto lungo la mwagistrada statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico che attraversa l'mwagmaltopiano collegando mwagqL'Aquila con mwaguSulmona, in corrispondenza dell'incrocio con la mwagystrada statale 153 della Valle del Tirino che percorre la mwagcvalle Tritana sino a mwaggBussi sul Tirino. Gli ingressi autostradali più vicini sono L'Aquila Est (mwagkautostrada A24 per mwagoRoma o mwagsTeramo), circa 30mwagw km a nord-ovest, e Bussi-Popoli (mwag0autostrada A25 per mwag4Pescara), circa 20mwag8 km a sud-est.

Ferrovie

Nel territorio comunale non sono presenti servizi ferroviari; la mwahistazione di Popoli, posta sulla mwahmferrovia Roma-Sulmona-Pescara, dista circa 15mwahq km dal paese.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 26 luglio 1985 | 9 giugno 1990 | Giuseppe Torlone | DC | Sindaco | |
| 9 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Lidia Colangeli | PSI | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Lidia Colangeli | Lista civica di centro-sinistra | Sindaco | [ 30 ] |
| 14 giugno 1999 | 30 marzo 2010 | Paolo Federico | Lista civica Insieme | Sindaco | [ 31 ] [ 32 ] |
| 30 marzo 2010 | 1º giugno 2015 | Paola di Iorio | Lista civica Insieme | Sindaco | [ 33 ] |
| 1º giugno 2015 | in carica | Paolo Federico | Lista civica Insieme | Sindaco | [ 1 ] |

Note

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Bibliografia

• citerefaa-vv-2008AA.VV., Navelli, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 6, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 47-62, SBN TER0031814.
• citerefprovincia-1999AA.VV., Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 2008.
• citerefclementi-1986Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986.
• citereftouring-2005Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comunenavelli.gov.it.
• citerefsapere-itNavèlli, su sapere.it, De Agostini.
• mwa3sSito della proloco, su prolocodinavelli.it. URL consultato il 15 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 16 settembre 2009).
• mwa30Navelli e le sue origini, su storianavelli.it.